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21 gennaio 2012

Esci?

20 gennaio 2000, h. 19

1: "Che bella che sei, mamma. Perche' ti sei truccata?"
"Perche' devo uscire, tesoro. Sara sta arrivando, fate i bravi e andate a dormire quando ve lo dice lei"
2: Perrche' devi uscire?
1: "Esci?!? Di nuovo?!? Esci SEMPRE. Perche' hai chiamato Sara? Non puoi restare tu qui con noi?"
2: "Ma Sara ci fa guarrdare la tivu? Io voglio guarrdare la tivu se tu non ci sei. Perrche' esci?"
"Bambini, ho preso un impegno. Mi hanno invitato e ho detto che sarei andata. Sara e' bravissima, vedrete che vi divertirete"
1: "Ma... e se fossimo malati? Se ho la febbre esci lo stesso?"
"No, resterei a casa con voi. Lo sai. Ma tutto va bene, sono sempre con voi, se una volta ogni tanto esco non casca il mondo. (gia' comincio a sentirmi una merda) Su, datemi un bacio. Io ve ne lascio uno col rossetto, tutto colorato, qui sulla mano (i sensi di colpa mi divorano anche se cerco di fare l'indifferente, sono passati sei mesi dall'ultima cena con le amiche, anche se ai due minuscoli sembra ieri; tutto sommato dedico ai miei bambini tutto il mio tempo. niente da fare, lo stesso mi sento una merda, quando mi guardano in quel modo, anche se so che con la baby sitter si divertiranno)"
h. 19,30
"Allora ciao, bimbi, vado. Ci vediamo quando vi risvegliate domani mattina"
1: "Ciao. :("
2: "Ciao, mammina. Faccio il brravo con Sara. Ma domani resti con noi, vero?"
h. 23, silenzio. Salgo le scale in punta di piedi. La mitica Sara mi fa il resoconto della serata, tranquilla come previsto: i piccoli hanno mangiato, giocato, guardato un po' di tv, lavato i denti e poi sono andati a dormire.
"Allora grazie, Sara. Alla prossima, presumibilmente tra altri sei mesi"
1: "Finalmente. Sei tornata. 2 s'e' addormentato subito, io ho preferito aspettarti. E' cosi' BRUTTO quando vai via"



20 gennaio 2012, h. 19

2: "xke' ti trkki? A k t srv? Tnt s vd (perche' fai uso di cosmetici? Sei gia' bella cosi', a che ti serve, che tanto si vede?)"
"Cosa, si vede?"
2: "k nn 6 + gvne (che non sei piu' giovane, madre mia adorata)"
1: "Molla, 2, si vede che deve uscire"
"Si', esco. Ci sono problemi? Vi da' fastidio che occupi il bagno per truccarmi? Sono sempre piu' veloce di voi, che in bagno ci state delle ore. Fra 10 minuti IO ho finito. E tu, 2, non puoi cercare di scandire le parole? Non si capisce niente quando parli, sembri una via di mezzo tra un sms e un codice fiscale che non finisce mai"
1: "No, no. Nessun problema"
2: "Fgrt. Qnd ESCI? (Figurati, quando esci, che ho programmi in cui la tua presenza sarebbe d'intralcio?)"
"Fra poco. Mi aspettano tra mezz'ora."
h. 19,35
1: "Sei in ritardo. sono le 7 e 35"
2: "Mnn dvv uscr dopo mzzr? (Ma non dovevi uscire dopo mezz'ora?)"
1: "Dai, vai, che ti stanno aspettando. Mi lasci le chiavi della macchina?"
2: "Non tornerai mica prima di mezzanotte? Hai visto che ho scandito? Dai, vai e divertiti. Non esci MAI...."
1: "Giusto. Dovresti uscire un po' piu' spesso. Stai troppo a casa"
h. 23, musica assordante gia' per le scale. Per fortuna anche i vicini sono usciti
1 e 2, in coro: "Ma sei gia' tornata?!? Ma non dovevi stare fuori un po' di piu'? Stavamo cosi' bene..."
A., B., C., P.: "Buonasera, signora..."




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permalink | inviato da katili il 21/1/2012 alle 0:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 maggio 2010

prove tecniche di comunicazione

2: Cia', ma'!

Ciao, tesoro! Com'e' andata a scuola? E la verifica di geometria?

2: mmhh..

Sarebbe?

2: Sarebbe, ho fatto 6 eserczczx su secncnc

Come dici?

2: Ho fatto sei esercizi su setcsn e poi mnmngmgnfn

Puoi scandire le parole per favore? Se bofonchi non capisco niente...

2: Ho fat-to se-i e-ser-ci-zi su set-te e po-i ho con-se-gna-to. Il set-ti-mo tan-to e-ra fa-col-ta-ti-vo

Ho capito. E come ti sembra di averli fatti? Hai curato il disegno? Se disegni le figure in maniera proporzionale hai piu' chiaro il problema.

2: Mi sem-bra che si-a tut-to giu-sto. E, ma'? Posso chiederti una cosa?

Si'? Dimmi...

2: Com'e' che quand'ero piccolo bastava che facessi "ah" e tu capivi subito se avevo fame, sete, sonno, mal di pancia o altro, e ora che ho 14 anni e parlo non capisci quel che dico?


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permalink | inviato da katili il 10/5/2010 alle 9:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 aprile 2010

io non soffro per amore 2

Musi lunghi. Silenzio interrotto da esplosioni di ira incontrollata. Ogni pretesto e' buono. Il telefono stranamente disponibile per l'uso familiare. Perfino il fratello minore, cosi' sarcastico e impudente, gira al largo.
Non e' necessario essere dei paragnosti per indovinare che C. e' tornata ad essere "solo un'amica" (nella migliore delle ipotesi). L'argomento e' tabu' e cercare di parlarne e' controproducente. Si sa fingendo di non sapere.

1: Oggi non vado a scuola. Non mi sento.
Che hai? Mal di testa, mal di gola, mal di pancia...
1: Niente di tutto questo. Non mi sento e basta.
Sei sicuro? Andare a scuola e' il tuo lavoro, sei pagato per questo.
1: Pagato?!?
Certo: ricevi vitto, alloggio, vestiario e argent de poche per andare a scuola e imparare.
1: Ah. Comunque oggi non ho testa, non imparerei niente. Sto male.
Ok. stai pure a casa, e riprenditi
1: Non so se mi riprendo. C. mi ha mollato e non ne vuole piu' sapere.
(che succede? ha deciso di parlarne, finalmente?)Ti riprendi, vedrai che ti riprendi...
1: Mamma!!! Basta!!! E poi, tu che ne sai?!?
Ok, ok. Basta. Non ti ho detto niente, non dico niente, ma non puoi alzare la voce con tutti solo perche' hai le palle in giostra per motivi personali. Posso capire tutto, ma fai uno sforzo e ragiona prima di alzare la voce con chi non c'entra niente.
1: Scusa, ma'
Cosi' va meglio. Se vuoi, puoi venire a fare colazione.


io che ne so...
Caro cucciolo grande, a dir la verita' non ne so tantissimo. Pero' so che tutte le storie, specie quelle belle, quando finiscono ti hanno portato da qualche parte. Quando finisce ti manca qualcosa, sicuramente. Ma tutto il buono di te, che credi sia emerso solo perche' c'era "lei", resta tuo. Fa' come se tu e C. vi foste traghettati a vicenda verso consapevolezze nuove: tu ti sei scoperto migliore di come ti vedevi, tenero, sollecito, rispettoso della liberta' e dei progetti altrui, maturo e non piu' ossessionato dalla paura di aver assorbito il modello affettivo-relazionale negativo di tuo padre; C. grazie a te ha capito che essere una ragazza in gamba, profonda e riflessiva, fuori dal coro delle galline sue coetanee, non e' qualcosa da nascondere ma da valorizzare; grazie a te e' diventata piu' forte e sicura di se'.
Ve ne accorgerete tra un po', tutti e due.
Nel frattempo, non demolire la casa. E non prendertela con tuo fratello, che ha anche lui le sue paturnie adolescenziali. Ne va della mia salute mentale di fondo. L'equilibrio psicofisico e' al momento un concetto astratto.


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permalink | inviato da katili il 28/4/2010 alle 9:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

27 febbraio 2010

tu chiamala se vuoi evoluzione

Maaaaaaammma!

Amore... dimmi (che c'e'? Che succede? Ho imparato che un tono di voce tranquillo rasserena il fanciullo in preda ad ansiosa richiesta)

mammmmmma... guarda... (e si pizzica sopra la cintura dei pantaloni) ho la PANCIA!!

Certo che hai la pancia, tutti abbiamo la pancia

Ma la mia e' prominente, e mi e' venuta da poco. guardaguardaguarda. Che schifo tutto 'sto lardo!! Faccio proprio schifo!

Non e' "lardo". E non fai schifo. Sei bello come il sole, e intelligente.

macche' bello!!! Vabbe'... se non e' lardo, sono i muscoli rilassati

Neanche. dal lunedi' al venerdi' hai qualche attivita' fisica, a scuola o fuori. Quasi ogni sabato vai in bici con il mio amico C. che toglie del tempo alla sua fidanzata per farti pedalare dove da solo non potresti andare. Se i tuoi muscoli sono rilassati, allora io sono un budino.

non e' grave se tu sei un budino...

(SE sono un budino? come devo prenderla? E' una dichiarazione di amore incondizionato? Non e' importante la mia meno che mediocre forma fisica, perche' sono la sua mamma? Mi sta sfottendo? Sorvolo, tanto i figli adolescenti sarebbero ipercritici anche con una madre superfiga come Sharon Stone) Parliamo della "tua" pancia. Quella non e' pancia. Hai 14 anni, stai crescendo, per un po' ti allunghi e diventi magro magro come un asparago, poi smetti di allungarti e ti rimpolpi un po'. Ora sei nella fase di rimpolpo. Capita a tutti, capitava anche a me, agli zii...

Al papa'?

Si', anche al papa'

Pero' papa' e' panzone ancora adesso

Si', e' vero. E' cosi' di costituzione, anche se da ragazzo non era cosi' panciuto. Ma tu e tuo fratello siete molto piu' alti di lui e longilinei, come zio F, zio R. e nonno F., per cui la probabilita' che la pancia vi venga si riduce moltissimo, al massimo verso i 40 anni se smettete di fare sport.
Poi, chi ti ha detto che hai la pancia? (Indago, sospettosa che ci sia qualche fanciulla --di cui il giovanotto si e' invaghito-- che emana, implacabile, i suoi giudizi estetici sul maschio ideale)

Nessuno. Solo che il tuo amico C. non ce l'ha, neanche la sua fidanzata. Tu sei magra ma mollacchiosa, sara' l'eta'. C. e' piu' giovane di te, quindi e' piu' evoluto. Io sono ancora piu' giovane, quindi mi evolvo rispetto a te e papa', sono gia' piu' alto ma mi frega il patrimonio genetico. Infatti ho la pancia. Guarda.

..."mollacchiosa"?!?

(Caro cocchino, se studiassi meglio scienze scopriresti che non ci sono solo i fattori genetici a determinare le caratteristiche psicofisiche degli esseri viventi, ma anche i cosiddetti fattori ambientali.
Per cui, forse, individueresti come fattori ambientali positivi la quantita' di sport che fai e l'alimentazione piuttosto corretta.
Forse, il razionalissimo fattore genetico non sarebbe piu' responsabile di quel centimetro di pancetta tonda da ragazzino in crescita.
Forse, cosi' la smetteresti di pensare alla "pancia".
Forse.
Pensandoci bene, meglio dare la colpa al DNA che essere ancora piu' tormentato di quanto tu gia' non sia da vaghi, inafferrabili fantasmi che ti rendono troppo insoddisfatto di te stesso e di tutto il resto.
Almeno per la "pancia" il problema e' circoscritto.)



 


4 gennaio 2009

slow life

Domenica "mattina". Sveglia a mezzogiorno. Splende un sole magnifico dopo le nevicate degli ultimi giorni.
Dato che da un anno passo 8 ore al giorno chiusa in un negozio con luci al neon estate e inverno, proclamo che voglio andare a fare una passeggiata in campagna, quasi certa che incontrerò l'ostracismo dei miei due esemplari di maschi adolescenti.
L'adolescente grande, molto opportunisticamente, mi chiede se "per caso" ho una meta precisa o se posso dargli un passaggio fino al punto di incontro con gli altri sciamannati come lui.
L'adolescente piccolo dichiara che non muoverà il culo dal divano perchè:
1 - i suoi amici coetanei passano ancora le vacanze con la famiglia, quindi non potrà emulare il fratello maggiore
2 - se esce con me lo obbligo a mettersi una giacca imbottita anche se c'è il sole
3 - deve farsi i compiti delle vacanze (!)
Senza farmi commuovere da tanta solerzia preparo una sostanziosa colazione, intimo ai due di sbrigarsi e finalmente, alle 13e30, ci ritroviamo in macchina pronti ad uscire dalla città. Il termometro segna meno tre. Il piccolo prepara gli striscioni di protesta contro il giaccone, squallida convenzione borghese e limitazione della libertà di movimento, ma viene obbligato ad indossarlo.
Mollo il grande dagli amici e parcheggio.
Col piccolo che continua a lamentarsi di questa madre che sembra pol pot, mi inerpico verso la collina vicina. Meno di un'ora più tardi siamo in cima con le scarpe infangate ad ammirare, in perfetta solitudine, la vallata sottostante e il castello in cima alla collina di frone.
Ci sediamo sulle rocce, scatto qualche foto al panorama, chiudo gli occhi e mi metto con la faccia al sole.
Mio figlio ha smesso di protestare e canticchia "love of my life" dei Queen. Dopo un po' riapro gli occhi e lo vedo con la faccia rivolta verso la roccia.
Pensando che sia giunta l'ora di rientrare a casa dove mi aspettano lavatrici arretrate e altre amenità da massaia, lo invito a rimettersi in piedi e prepararsi a tornare a casa.
Non ricevendo risposta, ripeto l'invito che concludo con "Muoviti! Che ci aspetti?"
"Sto guardando questo pezzetto di ghiaccio sull'erba. Guardo come il sole lo sta sciogliendo. Possiamo stare ancora un po'? Hai tempo?"

Sì, amore mio, vorrei dirgli. Ho tutto il tempo che vuoi. Invece sto zitta e  mi siedo vicino a lui, a guardare come il sole di gennaio scioglie il ghiaccio, tra riflessi e baluginare di cristalli di neve. Quando tutto finisce, ci alziamo mezzi congelati e cominciamo la discesa. Mio figlio, stranamente, non ha niente da contestare e chiacchiera garrulo del più e del meno mentre schiviamo le parti più fangose del sentiero.

Caro cucciolo che stai diventando grande, che  da solo o in collaborazione con tuo fratello riesci in poche mosse a farmi spuntare due palle così, farle crescere a dismisura, mandarle in giostra e frantumarle con più o meno fragore, che mi metti in discussione per qualunque cosa, che mi saluti con la mano quando vai in gita con la scuola perchè sei in seconda media e  un bacio della mamma davanti a tutti ti mette in imbarazzo, che sei troppo acuto per essere solo un ragazzino, che capisci tutto ma proprio tutto, che con tuo fratello sei la mia vita e sai di esserlo, che della parte siciliana del tuo DNA hai ereditato, oltre ai colori, quell'indolenza che in me non ha potuto svilupparsi per fattori ambientali, oggi mi tocca di nuovo ringraziarti.
Grazie per avermi fatto fermare e rallentare il ritmo, per avermi ricordato che la lavatrice può aspettare davanti alla magia di cristalli di ghiaccio che se ne vanno piano piano brillando sotto il sole d'inverno.

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