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18 gennaio 2013

Il principio della continuità didattica

Copio e incollo...
"nel mio mondo ideale, se un(')insegnante si ritrova ad avere il diritto di occupare una cattedra a metà anno scolastico, con metà programma svolto da qualcun altro, con studenti che non conosce e da scrutinare magari nel giro di pochi giorni, dovrebbe esercitare il suo diritto chiedendo i danni morali e materiali a chi non lo ha nominato a settembre per la cattedra che gli spettava, e dovrebbe lasciare che il programma venga svolto e concluso da chi lo ha cominciato, stilato, esercitato. nel mondo reale invece quest'insegnante esercita il suo diritto lasciando studenti che conosce da tre o quattro mesi, facendo perdere il lavoro ad un collega, e trovandosi a giudicare e scrutinare nel giro di pochi giorni studenti che non conosce ancora.
E così comincia il giro vorticoso di una giostra in cui non conviene essere gli ultimi a dover lasciare il posto: una guerra tra poveri in cui i veri responsabili (miur e provveditorati vari) non pagano per la loro inefficienza che rende pubbliche e presentabili le graduatorie per l'anno in corso a metà dell'anno stesso. Ma siamo in italia, il paese in cui il Diritto è una sorta di shangai di cavilli. Ma vaffanculo, va'...
"
Non avrei saputo dirlo meglio. Grazie, prof

27 dicembre 2012

legge del menga

grazie a tutto il personale del miur, cosi' efficiente da reclutare gli insegnanti per l'anno scolastico in corso (fino al 30 giugno 2013) il 22 dicembre 2012. O si nominano gli insegnanti entro ottobre, o se un insegnante lavora con le classi fino alla fine del primo quadrimestre, dovrebbe poter proseguire anche per il secondo (credo si chiami continuita' didattica); o un insegnante vale l'altro, tutti standardizzati? o tutti precari?
Grazie ancora, a nome di chi ha insegnato per 3 mesi e mezzo, a nome di 102 allievi. siamo 103. Solo numeri. Grazie, ministri presenti e passati, direttori di provveditorati. Grazie per la vostra efficienza e solerzia. Grazie per il felice natale che avete fatto passare alla mia famiglia monoreddito. Era solo da pochi anni che la disoccupazione non sembrava piu' essere uno dei miei problemi.

3 luglio 2012

piovono polpette

tra pochi giorni ci saranno i test di ammissione ai t.f.a., tirocini formativi attivi per gli aspiranti docenti. Sono corsi abilitanti alla professione, che inseriranno i fortunati, una trentina in tutto (quando va bene) per ogni classe di concorso per regione, in una graduatoria che non si sa, a dire il vero, quante possibilita' concrete di lavoro offra. Il tutto per la modica cifra di 3000 euro circa.
Certo, dopo averne spesi oltre 100 per poter fare il test di ammissione all'esame per accedere al tfa, cosa vuoi che siano 3000 euro per un corso universitario? Si faranno grandi e belle cose, si studieranno argomenti con una profondita' che manco alla Sorbona. Per poi fare cosa? I guardiani dello zoo in classi di scuola media sovraffollate e poco gestibili. Ringraziamo il min. Profumo e soprattutto il suo staff di funzionari ministeriali per la bella pensata, e per rendere i test di ammissione all'universita' una specie di vincita al superenalotto per le casse degli atenei italiani. Calcolando una media di 1500 aspiranti al posto (non di lavoro, stiamo attenti) in concorso, con una spesa di 100 euro per ogni test (solitamente se ne tentano almeno due), si calcolano introiti, per gli atenei che attivano i t.f.a., che ammontano a 300000 euro. il tutto senza, suppongo, grande fatica
Il tutto col plauso dei sindacati, che non spingono affinche' vengano fatti dei regolari concorsi a costi di iscrizione ragionevoli.

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