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Il principio della continuità didattica

Copio e incollo...
"nel mio mondo ideale, se un(')insegnante si ritrova ad avere il diritto di occupare una cattedra a metà anno scolastico, con metà programma svolto da qualcun altro, con studenti che non conosce e da scrutinare magari nel giro di pochi giorni, dovrebbe esercitare il suo diritto chiedendo i danni morali e materiali a chi non lo ha nominato a settembre per la cattedra che gli spettava, e dovrebbe lasciare che il programma venga svolto e concluso da chi lo ha cominciato, stilato, esercitato. nel mondo reale invece quest'insegnante esercita il suo diritto lasciando studenti che conosce da tre o quattro mesi, facendo perdere il lavoro ad un collega, e trovandosi a giudicare e scrutinare nel giro di pochi giorni studenti che non conosce ancora.
E così comincia il giro vorticoso di una giostra in cui non conviene essere gli ultimi a dover lasciare il posto: una guerra tra poveri in cui i veri responsabili (miur e provveditorati vari) non pagano per la loro inefficienza che rende pubbliche e presentabili le graduatorie per l'anno in corso a metà dell'anno stesso. Ma siamo in italia, il paese in cui il Diritto è una sorta di shangai di cavilli. Ma vaffanculo, va'...
"
Non avrei saputo dirlo meglio. Grazie, prof

Pubblicato il 18/1/2013 alle 23.57 nella rubrica diario.

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